Tutti parlano di Intelligenza Artificiale, ma la maggior parte la riduce a un semplice chatbot. Se pensi che l'AI sia solo ChatGPT, preparati a farti saltare la testa! Davide e Fabio, i fondatori del progetto Cantiere AI, ti svelano la vera missione del loro podcast: svelare l'infinito potenziale dell'AI applicata al business, al lavoro e alla vita quotidiana, presentando gli ospiti che hanno già aperto la mente a migliaia di professionisti.
Scopri in questa puntata zero la "shortlist" degli esperti che ti guideranno nel futuro dell'innovazione consapevole.
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Trascrizione
Davide: Ciao, benvenuti alla puntata zero di *Cantiere AI Podcast*. È una puntata zero che registriamo dopo altre 20 puntate che sono già state registrate.
Fabio: Esatto.
Davide: Tutto molto logico, però è andato giustamente così.
Fabio: Sì, è andata. Intanto, chi siamo?
Davide: Io sono Davide. In breve, faccio marketing da un sacco di anni in aziende piccole e grandi, e da un po' mi occupo di docenze e formazione sull'intelligenza artificiale.
Fabio: Io sono Fabio. Sono un ingegnere, ex imprenditore, e anch'io da un po' di tempo mi occupo di formazione aziendale, soprattutto sull'utilizzo consapevole dell'AI. Questa materia ci ha appassionato e da lì è nata la collaborazione.
Davide: Sì, esatto. Diciamo che prima ancora che nascesse *Cantiere AI*, ci conoscevamo già nella vita. Alla fine ci siamo detti: "Perché non facciamo un laboratorio molto pratico per far vedere questi strumenti pazzeschi?". E da lì è nato *Cantiere AI* a gennaio di quest'anno.
Davide: Esatto. Dalle prime soddisfazioni e dai primi dialoghi con le persone è nato il desiderio di fare qualcosa in più, uno sforzo divulgativo. Ci rendiamo veramente conto che le potenzialità dell'AI sono infinite, ti aprono la testa. Ma il grande errore che fanno tutti da ormai due anni è pensare che AI sia uguale a ChatGPT. Il nostro primo obiettivo è far capire alle persone che l'intelligenza artificiale è enormemente di più.
Davide: Il nostro sogno è che alla fine di ogni puntata voi possiate dire: "Wow, ma fa pure questo l'AI!".
Fabio: Infatti all'inizio doveva chiamarsi *Dal bon* (che è un'esclamazione veneta), ma ci è stato giustamente consigliato che sarebbe stato poco comprensibile fuori dal contesto veneto. Quindi siamo tornati a *Cantiere AI Podcast*. Sarà disponibile in video e audio, su Spotify, YouTube e su tutte le piattaforme.
Davide: Abbiamo scorso la lista degli invitati che abbiamo avuto fino a oggi e abbiamo fatto una nostra *short list* per darvi qualche spunto e qualche spoiler.
Fabio: L'abbiamo fatto in maniera molto spontanea, prendendo alcune chicche che possano incuriosirvi e farvi venire la voglia di ascoltare le puntate. Visto che siamo signori, partiamo dalle signore. Una delle primissime interviste che ci ha fatto esclamare "Wow!" è stata con Linda Petrini, una giovane scienziata che ha assistito proprio all'addestramento iniziale dei primi modelli di Google.
Davide: Mi aveva colpito il fatto che lei fosse quella che aveva davanti il cartellino corretto e doveva continuamente dire all'AI "sì, va bene" oppure "no, non va bene". Ha passato mesi a vedere questi blob di colori che piano piano prendevano forma, diventando un becco, poi una testolina. Ha visto l'evoluzione del modello quasi da un "infante" a un professionista.
Fabio: Io, come primo ospite, scelgo Federico Favot. Puntata pazzesca, perché ovviamente Federico ha già un suo podcast ed è molto più sgamato di noi. Gli abbiamo dato due input e ha detto una frase che poi ci siamo rigiocati in ogni puntata (è praticamente un suo trademark, dovremmo dargli la percentuale): "Con l'AI bisogna fare una domanda di cui si sa già la risposta". È il meccanismo base per capire se state usando bene questi strumenti.
Davide: Un altro ospite di peso è stato il professor Giovanni Fasoli, docente e uomo di religione (infatti è un don), ma anche psicologo e psicoterapeuta. Ci ha dato un'ampia visuale sull'AI applicata alla didattica e alla psicologia. La cosa notevole è stata quando ci ha detto di capire e rispettare le persone che sono terrorizzate dall'AI, ma che il passaggio fondamentale è trasformare il "terrore" (che è una macchia nera senza forma) in "paura", dandole una forma per trovare le strategie per superarla. Alla fine, l'unica strategia per non aver paura dell'AI è metterci le mani in pasta.
Fabio: Poi ho scelto Riccardo Bovetti, consulente di Ernst & Young che si occupa dell'integrazione dell'intelligenza artificiale nelle aziende. È stata una chiacchierata molto pratica su cosa voglia dire portare l'AI in un'azienda: bisogna strutturare i processi, definire i flussi aziendali, digitalizzare i dati. Non è tutto automatico, c'è un grandissimo lavoro dietro.
Davide: Passando alle applicazioni di frontiera, abbiamo avuto il professor Davide Gerosa della Bicocca di Milano, che utilizza l'AI per studiare l'interazione tra buchi neri e misurare le onde gravitazionali. Ci ha spiegato che prima non si riusciva a capire da quale buco nero arrivasse l'onda, mentre adesso, grazie all'AI e a una marea di parametri, riescono a capirlo con una probabilità dell'80-90%.
Fabio: Mi lego a questo con l'intervista al gruppo di ricerca del professor Christian Taccioli (T-Lab) dell'Università di Padova. Loro hanno vinto un super premio da Meta per aver utilizzato l'intelligenza artificiale generativa per sintetizzare molecole contro la resistenza antibiotica.
Davide: Esatto. Ci hanno spiegato che prima sarebbe stata una cosa impossibile, lunghissima e quasi incalcolabile. Oggi invece hanno quasi il problema contrario: il loro collo di bottiglia è testare fisicamente tutte le molecole che l'AI riesce a sintetizzare!
Fabio: Sempre dalla Bicocca abbiamo intervistato il professor Federico Cabitza, un grande esperto nell'ambito dell'interazione tra uomo e macchina e dei *bias*. Ci ha fatto una riflessione in controtendenza sull'idea "agentica" dell'AI: invece di lasciare che la macchina faccia tutto da sola, bisogna mantenere i protocolli *human-in-the-loop*, obbligando l'uomo a interagire. Se si rende tutto troppo facile, l'uomo perde il controllo, anche perché per natura siamo tendenzialmente "pigri" e cerchiamo sempre la soluzione che ci fa sprecare meno energia.
Davide: Sempre dalla Bicocca, abbiamo parlato con la professoressa Gabriella Pasi, che potremmo definire la "mamma" o la madrina italiana dell'intelligenza artificiale. Studia questa materia in tutte le sue evoluzioni, dal machine learning fino alla Generative AI. La sua visione sul futuro è molto interessante e in controtendenza: invece della corsa sfrenata verso l'AGI (Intelligenza Artificiale Generale) e modelli enormi, lei auspica un futuro con modelli più piccoli, meno energivori, più sostenibili e molto più focalizzati su compiti specifici.
Fabio: Sulle cose specifiche, abbiamo intervistato anche l'ingegner Diego Romeres, che lavora in America per Mitsubishi Electric nell'ambito della robotica. Con lui abbiamo esplorato la frontiera dell'interazione uomo-macchina. Invece di parlare di Terminator, abbiamo ragionato partendo dalle basi: è meglio che i robot del futuro sembrino degli umanoidi, oppure che abbiano una forma totalmente diversa?
Davide: Abbiamo parlato anche con professionisti specifici, come l'avvocato Turini. Una professionista che non solo sa il fatto suo, ma sa veramente tutto, con una grandissima competenza.
Fabio: Ci ha fatto notare che l'AI può sguazzare nei grandi testi e nella burocrazia ed è fortissima nel nozionismo, ma la professione dell'avvocato richiede di *interpretare* il testo. Riuscire a collegare i concetti, argomentare e convincere i giudicanti rimane una prerogativa prettamente umana. È l'esempio perfetto per far passare il concetto che l'AI non è qui per rubare il lavoro, ma per potenziare il valore del nostro tempo.
Davide: Concludiamo con il dottor Romero dell'Università di Udine. Ci ha colpito con due riflessioni. La prima sul ruolo dei professori: se l'AI diventa più brava a trovare nozioni, a creare contenuti e magari persino a interagire psicologicamente con le persone, qual è il ruolo del professore oggi? E poi ha detto una frase che ci giochiamo tantissimo: secondo lui, in futuro il reparto IT diventerà l'HR (Risorse Umane) degli agenti AI.
Fabio: Stiamo vivendo una grande corsa all'intelligenza artificiale. Vi invitiamo ad ascoltare le puntate e, quando lo vedrete su YouTube, cliccate sulla campanella. Condividetelo se vi piace, così l'algoritmo apprezzerà! Speriamo che possiate trovare quella chicca interessante da giocarvi alla macchinetta del caffè in pausa pranzo.
Davide: Esatto. Bene, grazie e buon ascolto!
Fabio: Buon ascolto!